Il coworking sta riscrivendo il modo di vivere e progettare gli spazi di lavoro: in Italia come nel resto del mondo, nel 2024 crescono i format ibridi capaci di fondere funzionalità, socialità e una nuova idea di design. Dalle startup ai freelance, dagli studi creativi alle aziende in trasformazione, un numero sempre maggiore di utenti sceglie ambienti flessibili, multidisciplinari e attenti all’estetica, che stimolano creatività e collaborazione. La ricerca di soluzioni progettuali innovative coinvolge architetti, designer e gestori di spazi, alla ricerca di modelli che uniscano efficienza, benessere psicofisico e impatto positivo sulla comunità locale. Questo articolo esplora l’evoluzione recente del coworking, le nuove tendenze in termini di design e funzione, l’impatto sociale dei format più all’avanguardia e le prospettive di un fenomeno destinato a rivoluzionare il nostro concetto di workplace.
Dal bisogno condiviso alla cultura degli spazi aperti
Per comprendere il successo dei nuovi format di coworking, è importante guardare alle origini e all’evoluzione di questi spazi in relazione ai profondi cambiamenti sociali e tecnologici dell’ultimo decennio. Nato a San Francisco nel 2005 per rispondere all’esigenza dei freelance di superare l’isolamento del lavoro domestico, il coworking si è progressivamente trasformato in un fenomeno globale. Secondo i dati del Global Coworking Growth Study 2023 (fonte: Coworking Resources e Coworker), nel 2023 si contavano oltre 42.000 coworking space nel mondo, con una crescita annua di circa l’8%, trainata soprattutto dall’Europa e dall’Asia. In Italia, il settore mostra una crescita costante e qualitativa: secondo l’Osservatorio Nazionale Smart Working del Politecnico di Milano, già nel 2022 le soluzioni flessibili rappresentavano il 23% degli spazi ufficio a Milano, testimoniando una progressiva contaminazione di funzioni, stili e target. Questa trasformazione riflette la necessità di spazi dove il design non assolve solo una funzione estetica, ma diventa leva per favorire benessere, efficienza, creatività e relazioni sociali. Oggi i coworking non sono più semplici postazioni condivise: offrono servizi evoluti (wellness, eventi, networking), aree attrezzate per workshop, sale riunioni su misura, caffetterie e zone relax, dimostrando come il progetto dello spazio sia oggi centrale per attrarre talenti e favorire la crescita di hub urbani innovativi e inclusivi.
Design e comunità: i trend che ridefiniscono il coworking
Il 2024 segna una svolta nell’approccio progettuale degli spazi di coworking: cresce la consapevolezza del ruolo chiave del design per generare benessere e produttività, sia per il singolo sia per il gruppo. Gli ultimi dati confermano l’interesse crescente di architetti, designer e sviluppatori verso format ibridi o tematici, spazi pensati non solo per il lavoro ma anche per la generazione di valore sociale e culturale. Una recente indagine di Deskmag rileva che il 70% degli utenti europei sceglie un coworking per la qualità degli spazi comuni e per la presenza di servizi che facilitano collaborazione e connessioni. Tra i principali trend progettuali emergono:
- Flessibilità degli spazi: ambienti facilmente riconfigurabili, grazie a pareti mobili, arredi modulari e zone multifunzione che favoriscono sia il lavoro individuale sia quello in team.
- Biophilic design: utilizzo di materiali naturali, verde verticale, ampia luce naturale e comfort acustico per migliorare qualità della permanenza e sostenibilità.
- Integrazione di tecnologie smart: strumenti per prenotare le postazioni, gestione degli accessi, soluzioni IoT per il controllo di climatizzazione e illuminazione, hub digitali per la collaborazione da remoto.
- Spazi per la socialità: aree lounge, caffetterie, cucine condivise, terrazze e giardini che favoriscono incontri informali e momenti di relax.
- Offerta culturale e servizi inclusivi: workshop, talk, eventi di networking, supporto a startup, programmi di mentoring e welfare aziendale dedicati.
Si stanno affermando formati sempre più specializzati rivolti a settori creativi, tecnologici o artigianali, come laboratori di prototipazione, studi fotografici condivisi, coworking dedicati a donne imprenditrici, giovani designer o professionisti internazionali. La contaminazione tra discipline, la personalizzazione degli ambienti e la centralità del benessere diventano driver essenziali non solo per attrarre nuovi utenti ma anche per generare impatto sociale e culturale nei quartieri in cui questi spazi si radicano.
Nuovi coworking, nuove comunità: impatto sulla società e sul lavoro
L’espansione di spazi di coworking innovativi non influenza solo le dinamiche dei singoli professionisti o team, ma trasforma anche il tessuto sociale ed economico delle città. Numerosi studi, tra cui il rapporto Global Coworking Survey, evidenziano come questi format favoriscano la rivitalizzazione di aree urbane periferiche o semi-abbandonate, promuovendo l’insediamento di nuove attività, professionalità e servizi. Il coworking può diventare un potente catalizzatore di economie di prossimità, generando reti tra imprese, cittadini, associazioni e istituzioni locali. Non a caso, diversi Comuni italiani investono per promuovere la nascita di spazi condivisi all’interno di ex edifici industriali, biblioteche o strutture pubbliche riqualificate.
L’impatto sociale si percepisce anche in termini di qualità della vita lavorativa: una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano certifica che il 78% degli utenti italiani di coworking registra livelli più elevati di soddisfazione rispetto agli spazi tradizionali, grazie a relazioni sociali più forti, riduzione dello stress e maggiore equilibrio vita-lavoro. Tuttavia, la crescita rapida del fenomeno solleva anche interrogativi su inclusività, sostenibilità economica e rischio di gentrificazione di alcuni quartieri. Si fa quindi sempre più urgente l’esigenza di modelli di gestione aperti e sostenibili, per evitare che l’innovazione diventi privilegio di pochi e non risorsa condivisa da molti.
Gli attori dell’innovazione: ecosistemi e modelli emergenti
Nello scenario contemporaneo del coworking, gli attori coinvolti sono sempre più numerosi e differenti. Oltre a designer e architetti specializzati nella progettazione di interni e spazi urbani, hanno un ruolo centrale gestori privati, startup, enti pubblici e fondazioni culturali. Nei progetti più avanzati emergono partnership multidisciplinari tra università, amministrazioni locali, associazioni di quartiere e imprese. Elementi chiave per il successo di questi format sono la capacità di generare reti, attrarre community locali e internazionali e favorire lo scambio di competenze. Stanno crescendo anche i modelli di coworking cooperativo, gestiti direttamente dagli utenti, oltre a progetti supportati da fondi europei per l’innovazione sociale. Secondo la European Coworking Assembly, si stanno affermando hub metropolitani capaci di offrire non solo desk e uffici, ma veri servizi integrati: spazi per apprendimento, botteghe artigianali e incubatori di startup green o digitali. Questa varietà rafforza il ruolo culturale e sociale del coworking, rendendolo un osservatorio privilegiato delle trasformazioni nel mondo del lavoro contemporaneo.
Verso un futuro sostenibile: design sociale e coworking di domani
Guardando al futuro, la sfida sarà governare l’espansione del coworking valorizzando i principi di design sociale, sostenibilità ambientale e giustizia territoriale. Secondo lo Smart Workspace Observatory, l’incrocio fra digitale, benessere e inclusione guiderà la nascita di nuovi format, capaci di adattarsi in tempo reale a esigenze mutevoli. Si prevede un’ulteriore crescita di spazi tematici (green coworking, hub culturali, makerspace), sempre meglio integrati con servizi pubblici, trasporti e reti digitali. Il rafforzamento della collaborazione tra settore pubblico e operatori privati sarà fondamentale per assicurare accessibilità, qualità e impatto su larga scala. L’invito per tutti gli attori coinvolti nel design degli spazi e nell’innovazione è alimentare una cultura della sperimentazione e dell’inclusione, rendendo la trasformazione degli spazi condivisi il simbolo di una società più equa, creativa e sostenibile.
Oltre la scrivania: il coworking come laboratorio di nuovi stili di vita
Il panorama dei coworking italiani e internazionali è in piena evoluzione: dalla funzione di semplice luogo di lavoro si sta passando a una visione in cui gli spazi diventano laboratori sociali e culturali. In questi contesti il design non mira solo al “bello”, ma si fa strumento di relazione, motore creativo, risposta concreta ai bisogni quotidiani di una comunità in movimento. Le esperienze più avanzate confermano che innovare il workplace significa ripensare anche il modo di abitare il lavoro, la città e le relazioni. Chi desidera approfondire dati e trend può consultare i rapporti più recenti dell’Osservatorio PoliMI e del Global Coworking Survey. Guardando al futuro, il coworking si propone come una piattaforma di sperimentazione, capace di generare benessere, stimolare talento, intrecciare mondi diversi e offrire spazi dove chi progetta, lavora e vive possa davvero lasciare il segno.

